
Perché aderire all'AC?
l’AC è un luogo in cui la comunità si fa dono e pertanto crea relazioni e legami permettendo di costruisce una libertà generativa di nuove idee, pensieri, cultura. In AC, infatti, le persone creano legami di senso, formano il proprio io, si confrontarsi con gli altri e interpellano la propria coscienza di cristiani. Per questo, aderire non è solo il rinnovo annuale della tessera del socio, ma un segno di appartenenza e di sostegno ai valori, alla missione e al fine associativo.
Concretamente, l'adesione è annuale e si può esprimere / rinnovare in ogni momento ma gode anche di un giorno dedicato: l'8 di dicembre, in concomitanza con il "SI" di Maria proprio a testimoniare che anche noi laici di AC vogliamo chiedere in dono lo stesso coraggio per abbracciare la nostra vocazione e vivere a pieno una vita piena.

Adesioni 2026
Qui sotto puoi trovare il link per compilare il modulo di adesione e il link con le quote di tesseramento aggiornate per l’anno associativo.

TEMA DELL'ANNO
Il cammino associativo di quest’anno si lascia guidare dalle parole di Pietro sul monte della Trasfigurazione: «È bello per noi stare qui» (Mt 17,1-8). Un’esclamazione che nasce dall’incontro con Gesù e dalla scoperta di una bellezza che illumina, consola e dà senso al cammino. Un’espressione semplice che racconta la gioia di sentirsi alla presenza di Dio e il desiderio di fermarsi con Lui. Questo Vangelo ci invita a riscoprire il valore dello stare, dell’ascolto e della relazione, come fonte da cui nasce uno sguardo nuovo sulla vita e sul servizio quotidiano. L’esperienza dell’incontro diventa così sorgente di fede vissuta, capace di tradursi in scelte concrete, testimonianza e servizio.
Matteo (17,1-8)
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo». All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.
Nel racconto evangelico Gesù conduce tre discepoli sul monte e si rivela nella luce della sua vera identità. La salita richiede distacco e fiducia, ma apre a una prospettiva diversa sulla realtà. La voce del Padre invita all’ascolto, ricordando che la fede non si riduce all’entusiasmo di un momento, ma cresce nel lasciarsi guidare dalla Parola. I discepoli, spaventati, vengono raggiunti dal tocco di Gesù che li rialza e li rimette in cammino. Dopo l’incontro, però, si scende dal monte: l’esperienza vissuta non è da trattenere, ma da portare nella vita di ogni giorno. È da qui che nasce la missione, una fede capace di abitare la quotidianità con uno sguardo trasfigurato.


